lunedì 7 marzo 2022

Pasolini e le sue illuminanti provocazioni

 


Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, continuiamo a condividere alcuni suoi testi particolarmente significativi. Questa   lettura ci è stata proposta dall’artista Ermanno Crescenzi e si rifà alle “Lettere luterane”.

 

Vorrei aggiungere ancora qualcosa a ciò che ti ho detto nell'altro paragrafo intitolato «Come devi immaginarmi».

Sul sesso ci soffermeremo a lungo, sarà uno dei più importanti argomenti del nostro discorso, e non perderò certo occasioni di dirti, in proposito, delle verità, sia pure semplici che tuttavia scandalizzeranno molto, al solito, i lettori italiani, sempre cosi pronti a togliere il saluto e a voltare le spalle al reprobo.

Ebbene: in tal senso io sono come un negro in una società razzista che ha voluto gratificarsi di uno spirito tollerante. Sono, cioè, un «tollerato».

La tolleranza, sappilo, è solo e sempre puramente nominale. Non conosco un solo esempio o caso di tolleranza reale. E questo perché una «tolleranza reale» sarebbe una contraddizione in termini. Il fatto che si «tolleri» qualcuno è lo stesso che lo si «condanni». La tolleranza è anzi una forma di condanna più raffinata. Infatti al «tollerato» - mettiamo al negro che abbiamo preso ad esempio - si dice di far quello che vuole, che egli ha il pieno diritto di seguite la propria natura, che il suo appartenere a una minoranza non significa affatto inferiorità eccetera eccetera. Ma la sua «diversità» - o meglio la sua «colpa di essere diverso» - resta identica sia davanti a chi abbia deciso di tollerarla, sia davanti a chi abbia deciso di condannarla. Nessuna maggioranza potrà mai abolire dalla propria coscienza il sentimento della «diversità» delle minoranze. L'avrà sempre, eternamente, fatalmente presente. Quindi - certo - il negro potrà essere negro, cioè potrà vivere liberamente la propria diversità, anche fuori - certo - dal «ghetto» fisico, materiale che, in tempi di repressione, gli era stato assegnato.

Tuttavia la figura mentale del ghetto sopravvive invincibile. Il negro sarà libero, potrà vivere nominalmente senza ostacoli la sua diversità eccetera eccetera, ma egli resterà sempre dentro un «ghetto mentale», e guai se uscirà da lì.

Egli può uscire da li solo a patto di adottare l’angolo visuale e la mentalità di chi vive fuori dal ghetto, cioè della maggioranza.

Nessun suo, sentimento nessun suo gesto, nessuna sua parola può essere «tinta» dall'esperienza particolare che viene vissuta da chi è rinchiuso idealmente entro i limiti assegnati a una minoranza (il ghetto mentale). Egli deve rinnegare tutto se stesso, e fingere che alle sue spalle l’esperienza sia un'esperienza normale, cioè maggioritaria.

Poiché siamo partiti dal nostro rapporto pedagogico (cioè, in particolare, da «ciò che sono io per t In queste ultime settimane ho avuto modo di pronunciarmi pubblicamente su due argomenti: sull'aborto,' e sull'irresponsabilità politica degli uomini al potere.

Chi è a favore dell'aborto? Nessuno, evidentemente. Bisognerebbe essere pazzi per essere a favore dell'aborto. Il problema non è di essere a favore o contro l'aborto, ma a favore o contro la sua legalizzazione. Ebbene io mi sono pronunciato contro l’aborto, e a favore della sua legalizzazione. Naturalmente, essendo contro l'aborto, non posso essere per una legalizzazione indiscriminata, totale, fanatica, retorica. Quasi che legalizzare l'aborto fosse un vittoria allegra e rappacificante. Sono per una legalizzazione prudente e dolorosa. Cioè, in termini di pratica politica, condivido, stavolta, piuttosto la posizione dei comunisti che quella dei radicali,

Perché io sento con particolare angoscia la colpevolezza dell'aborto? L'ho detto anche questo chiaramente. Perché l'aborto è un problema dell'enorme maggioranza, che considera la sua causa, cioè il coito, in modo cosi ontologico, da renderlo meccanico, banale, irrilevante per eccesso di naturalezza. In ciò c'è qualcosa che oscuramente mi offende. Mi mette davanti a una realtà terrorizzante (io son nato e vissuto in un mondo repressivo, clerico-fascista).

Tutto ciò ha dato al mio discorso, sull'aborto una certa «tinta»: «tinta» che proviene da una mia esperienza particolare e diversa della vita, e della vita sessuale.

Come cani rabbiosi, tutti si sono gettati su di me non a causa di quello che dicevo (che naturalmente era del tutto ragionevole) ma a causa di quella «tinta». Cani rabbiosi, stupidi, ciechi. Tanto più rabbiosi, stupidi, ciechi, quanto più (era evidente) io chiedevo la loro solidarietà e la loro comprensione. Perché non parlo di fascisti. Parlo di «illuminati», di «progressisti». Parlo di persone «tolleranti». Dunque, ecco provato quanto ti dicevo: fin che il «diverso» vive la sua «diversità» in silenzio, chiuso nel ghetto mentale che gli viene assegnato, tutto va bene: e tutti si sentono gratificati della tolleranza che gli concedono. Ma se appena egli dice una parola sulla propria esperienza di «diverso», oppure, semplicemente, osa pronunciare delle parole «tinte» dal sentimento della sua esperienza di «diverso» si scatena il linciaggio, come nei più tenebrosi tempi clerico-fascisti. Lo scherno più volgare, il lazzo più goliardico l'incomprensione più feroce lo gettano nella degradazione e nella vergogna.

Ebbene, caro Gennariello, alla gazzarra nata sulla questione dell'aborto ha fatto riscontro il più assoluto silenzio sulla questione degli uomini di potere democristiani. E, in proposito (sia ben chiaro), non ho fatto certo un discorso di comune amministrazione, cioè di costume... Ma, su questo punto, parleremo nel prossimo paragrafo, il cui tema sarà il linguaggio.

 

Tratto da “Lettere luterane. Paragrafo terzo: ancora sul tuo pedagogo” (20 marzo 1975)

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sabato 5 marzo 2022

Marzo e un nuovo "senso di rinascita"

 





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Con marzo ci avviamo verso la nuova primavera. Coltiviamo tutti insieme un nuovo “senso di rinascita”!

In questo numero trovate:

- il bando di partecipazione al Premio Letterario Nazionale Gratuito “Le rondini al tetto”, che scadrà il 28 marzo (clicca qui per leggere il bando on line);

 - informazioni per partecipare a “I 2Mila Segnalibri” con poesie, racconti brevi e recensioni di proprie opere pubblicate (clicca qui);

- la rubrica “Sorridendo… Riflettendo”;

- il disegno originale di Barbara De Marco;

- le poesie di Nico Orengo e Maria Loretta Giraldo;

- la recensione del romanzo La messaggera notturna” di Elisabetta Mattioli;

- la recensione del romanzo “Storia di Laura – La rinascita della magia” di Maria Sara Gorga;

- spazio dedicato a Pier Paolo Pasolini, di cui ricorre il centenario della nascita (clicca qui);

- la recensione di Giuseppe Salzano per la rubrica “Leggendo…” (qui il sito personale dell’autore);

 - spazio dedicato alle pubblicazione de L’ArgoLibro «L’evanescenza delle cose» di Carlo Caldarelli; clicca qui per visitare la sezione del blog dedicata alle nostre pubblicazioni – clicca sulle copertine per aprire la pagina corrispondente);

 …e ancora news, letture, proverbi, aforismi, curiosità...

“L’ARGOLIBRO”: noi facciamo largo alle proposte di qualità!

Quando il libro nuovo arriva ancora “caldo”, poco più grande di un pane a cassetta, col suo sapore fatto di parole, speranze, delusioni condivise giorno dopo giorno, lo si sente nella mano come un alimento.

(Valentino Bompiani)

 

Pasolini a un secolo dalla nascita: attuale ieri come oggi

 


Pier Paolo Pasolini

5 marzo 1922

Centenario della nascita

Ecco un estratto di un articolo del 1973: altri tempi, in cui la tecnologia invasiva era soprattutto “solo” quella televisiva, ma Pasolini aveva subito colto il velocissimo cambiamento epocale che aveva e avrebbe apportato sempre più.

Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Oggi, l'adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L'abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la "tolleranza" della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all'organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d'informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d'informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l'intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha imposto i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un "uomo che consuma", ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neolaico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. L'antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l'unico fenomeno culturale che "omologava" gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale "omologatore" che è l'edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c'è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s'intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo? No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d'animo collettivi.

Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975)

domenica 13 febbraio 2022

Un magnifico febbraio colorato dal nuovo Segnalibro!

 





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Febbraio: un bel Segnalibro colorato in un mese colorato da San Valentino e dal Carnevale.

In questo numero trovate:

- il bando di partecipazione al Premio Letterario Nazionale Gratuito “Le rondini al tetto (clicca qui per leggere il bando on line);

 - informazioni per partecipare a “I 2Mila Segnalibri” con poesie, racconti brevi e recensioni di proprie opere pubblicate (clicca qui);

- la rubrica “Sorridendo… Riflettendo”;

- il disegno originale di Barbara De Marco;

- le poesie di Teresa Palladino, Tommaso TommasiVincenzo Cardarelli, Alfonso Gatto;

- informazioni sul nuovo Gruppo WhatsApp della Casa editrice “L’ArgoLibro” (cliccate qui);

- la recensione del romanzo “Storia di Laura – La rinascita della magia” di Maria Sara Gorga;

- la recensione del romanzo La messaggera notturna” di Elisabetta Mattioli;

- la recensione di Giuseppe Salzano per la rubrica “Leggendo…” (qui il sito personale dell’autore);

 - spazio dedicato alle pubblicazioni de L’ArgoLibro: «Il tempo a distanza – La nuova leadership orizzontale dei servizi educativi» di Giusi Teresa Botti e «L’evanescenza delle cose» di Carlo Caldarelli; clicca qui per visitare la sezione del blog dedicata alle nostre pubblicazioni – clicca sulle copertine per aprire la pagina corrispondente);

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L’ARGOLIBRO”: noi facciamo largo alle proposte di qualità!

 I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi,

ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità

attiva e penetrante.

(Fernando Pessoa)

 

martedì 1 febbraio 2022

Premio letterario nazionale gratuito “Una rondine al tetto”



ATTENZIONE: SCADENZA POSTICIPATA AL 28 MARZO

Con i suoi cicli, la Natura ci insegna la necessità di un continuo rinnovamento. Dopo l’inverno, anche quest’anno arriverà il risveglio della Primavera.

Raccontateci, con una poesia o un racconto breve, la vostra idea di risveglio, di rinnovamento.

L’Associazione Artistico-letteraria «Gli Occhi di Argo» e la casa editrice «L’ArgoLibro» organizzano la Prima edizione del Premio letterario nazionale gratuito “Una rondine al tetto”.

Sono ammessi:

- racconti di massimo 3600 (tremilaseicento) caratteri spazi inclusi;

- poesie di massimo 40 versi.

Argomento: il rinnovamento in tutte le sue sfaccettature.

Inviare il racconto o la poesia (è possibile partecipare a una sola sezione e con un solo elaboratoentro lunedì 28 marzo 2022 all’indirizzo largolibro@gmail.com. Gli elaborati vanno inviati in formato Word (.doc), non sono ammessi altri formati.

Entro tre-quattro giorni, la Redazione del concorso invia un’e-mail di conferma di corretta ricezione del file. In caso non giunga tale e-mail, si prega di contattare la Redazione al 3395876415 (anche con messaggio WhatsApp).  

La partecipazione al concorso È TOTALMENTE GRATUITA.

Un’apposita commissione, il cui giudizio è insindacabile, sceglierà i racconti e le poesie che saranno inseriti nella speciale Antologia realizzata e pubblicata dalla casa editrice «L’ArgoLibro» entro maggio 2022.

L’inserimento nell’Antologia sarà GRATUITO.

I racconti e le poesie devono essere inediti, con l’adesione al bando si autorizza implicitamente «Gli Occhi di Argo» e «L’ArgoLibro» all’inserimento e alla pubblicazione nell’Antologia. Ogni autore è personalmente responsabile del contenuto del proprio elaborato, anche per quanto riguarda eventuali plagi.

Gli autori resteranno titolari dei diritti sulle loro opere, fatta salva la pubblicazione di cui sopra per la quale non potranno richiedere alcun compenso.

L'antologia sarà ampiamente pubblicizzata e venduta sulle pagine web della casa editrice e gli autori inseriti interessati al facoltativo acquisto usufruiranno di uno sconto sul prezzo di copertina. 

Con la partecipazione i concorrenti dichiarano implicitamente che i testi presentati sono di loro composizione, inediti, e accettano tutte le norme che regolano questo bando.
I dati personali saranno trattati secondo quanto disposto dalla legge sulla privacy 675/96.

Per qualsiasi ulteriore informazione: largolibro@gmail.com - 3395876415

giovedì 13 gennaio 2022

Gennaio: ripartiamo con il nuovo Segnalibro

 





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Gennaio: si è aperto un nuovo anno davanti a noi e il Segnalibro promette di accompagnarci anche per i prossimi dodici mesi. Diffondiamolo sempre di più!

In questo numero trovate:

 - informazioni per partecipare a “I 2Mila Segnalibri” con poesie, racconti brevi e recensioni di proprie opere pubblicate (clicca qui);

- la rubrica “Sorridendo… Riflettendo”;

- il disegno originale di Barbara De Marco;

- le poesie di Silvio CatalanoGiorgio Vigolo;

- informazioni sul nuovo Gruppo WhatsApp della Casa editrice “L’ArgoLibro” (cliccate qui);

- la recensione del romanzo La messaggera notturnadi Elisabetta Mattioli;

- la recensione di Giuseppe Salzano per la rubrica “Leggendo…” (qui il sito personale dell’autore);

 - spazio dedicato alle pubblicazioni de L’ArgoLibro: «La cella della badessa» di Pasquale Carelli, «Diario di… brodo» di Antonio Cedrola, «L’evanescenza delle cose» di Carlo Caldarelli e «La quarta parete» di Giuseppe Perrone; clicca qui per visitare la sezione del blog dedicata alle nostre pubblicazioni – clicca sulle copertine per aprire la pagina corrispondente);

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L’ARGOLIBRO”: noi facciamo largo alle proposte di qualità!

 

Quando finisci un libro e lo chiudi,

dentro c’è una pagina in più. La tua.

(Fabrizio Caramagna)