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Autrice: Teresa Astone
Titolo: Ti scrivo ancora
Editore: L’ArgoLibro
Anno di pubblicazione: 2025
Copertina: a colori con
alette
Numero pagine: 11o, stampa
bianco e nero e a colori
Formato: 17x21
Prezzo di copertina euro
12,00
Spese di spedizione euro
5,00 (raccomandata postale)
Per ordini e info: largolibro@gmail.com
Per contattare l’autrice: terrydebyterry@gmail.com
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Come si attraversa un lutto improvviso
e devastante?
Giugno 2008: a seguito di un
incidente avvenuto due settimane prima, muore la sedicenne Debora Radano, che
il giorno dell’incidente aveva sostenuto l’esame di qualifica presso l’Istituto
Alberghiero.
La madre, Teresa, non si chiude nel
dolore dell’assenza. Reagisce e “sente”, percepisce che c’è altro, al di là del
distacco fisico. Proprio questo “altro” è intensamente e meravigliosamente
descritto in “Ti scrivo ancora”: decine di lettere che narrano una storia che
prosegue, che va avanti. Il lettore ha la netta sensazione che non siamo di
fronte ad un parlare a senso unico, dalla madre alla figlia, ma c’è un dialogo
che in parte attraversa anche questa dimensione (i cuori, la voce…).
Pagina dopo pagina, possiamo letteralmente
scoprire che per affrontare un’assenza non abbiamo solo i ricordi, comunque
anch’essi molto importanti. Può farsi avanti un nuovo modo di vivere il
rapporto, e qui accade.
Sono pagine che commuovono, fanno
riflettere, smuovono qualcosa che – almeno per un po’, ma speriamo per sempre –
ci fa dimenticare la pochezza di tante superficiali distrazioni quotidiane che
assorbono tante, troppe energie. Il dolore ci guida prepotentemente verso l’essenziale,
ed è in questo spazio e tempo che Teresa e Debora continuano a parlarsi. Ascoltiamole.
Ci sono ferite che cambiano il
senso della vita, che segnano un confine tra ciò che eravamo e ciò che siamo
costretti a diventare.
Quando ho perso Debora, il 17
giugno 2008, il mondo è crollato in un istante: una strada, un attimo, un
impatto. Una vita spezzata. La mia.
In quel buio senza appigli ho
incontrato l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada AIFVS APS. Lì,
tra persone capaci di comprendere il mio dolore senza bisogno di spiegazioni,
ho trovato ascolto, conforto, dignità. Ho trovato un luogo dove i nomi dei nostri
figli non vengono mai dimenticati e dove la sofferenza diventa memoria
condivisa.
Da diciassette anni faccio parte di
questa grande famiglia fatta di coraggio, di lacrime condivise, di battaglie
portate avanti con il cuore. Diciassette anni in cui ho imparato quanto sia
preziosa la solidarietà tra chi ha perso una parte di sé sulla strada.
Diciassette anni in cui
l’associazione ha trasformato la mia ferita in un cammino.
(L’Autrice)
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